L’entrata in vigore il 1 gennaio della Legge di Stabilità ha ridisegnato le regole del regime fiscale agevolato per le nuove imprese, ma ha portato con sé alcuni problemi che rischiano di peggiorare anziché migliorare la condizione di coloro che intendono intraprendere una nuova attività imprenditoriale. Una questione che mi vede coinvolto in prima persona in quanto componente della Commissione Finanze della Camera e che ho posto subito all’attenzione del Governo. Fino allo scorso anno, coloro che, fino al compimento del 35esimo anno d’età, decidevano di intraprendere una nuova attività, godevano di un regime fiscale agevolato che prevedeva il pagamento dell’aliquota Irpef del 5%, l’esenzione dal pagamento dell’Iva, così come dell’Irap e dagli studi di settore per coloro che non raggiungevano i 30 mila euro annui, mentre coloro che superavano la soglia dei 35 anni potevano usufruire di questo regime solo per il quinquennio successivo. L’obiettivo era quello di favorire i giovani con tante idee e voglia di fare, ma privi di risorse economiche necessarie per realizzare i propri obiettivi imprenditoriali. Una condizione questa molto più vantaggiosa dunque rispetto a quella che scaturisce dal nuovo regime per il 2015, che vede triplicare l’aliquota Irpef al 15% e Inps dal 27 al 33%, col risultato che, alla fine dello scorso anno, si è registrato un boom nell’apertura delle partite Iva da parte dei lavoratori. Condividendo le preoccupazioni del vice presidente della Camera di Commercio di Fermo, Sandro Coltrinari, in merito ai numerosi svantaggi che caratterizzano il nuovo regime, ho presentato, insieme ad altri colleghi, esponenti di diversi gruppi parlamentari, un emendamento al Decreto “Milleproroghe”. L’emendamento in questione consente di continuare ad applicare, anche per il 2015, l’aliquota Irpef del 5%, lasciando ad ogni modo la possibilità di scegliere, a chi lo ritenesse più conveniente, il forfettario con sostitutiva al 15% e ricavi variabili in base all’attività svolta, tenendo altresì ferma la soglia dell’aliquota Inps al 27%, che graverebbe soprattutto sui contributi previdenziali di professionisti e freelance iscritti alla gestione separata Inps. Sulla scia di questo emendamento, sono stato anche relatore di un parere, che è stato poi approvato in Commissione Finanze, in cui si ribadisce al Governo la necessità di prorogare per il nuovo anno i termini previsti dalle disposizioni legislative riguardanti il precedente regime fiscale, anche in vista di una revisione più profonda della questione da parte del Governo, in programma per il prossimo 20 febbraio.