Il video della visita del Premier

Visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni a Fermo. Ho avuto l’onore di accogliere il Premier insieme al senatore Francesco Verducci, i vertici del Pd locale Fabiano Alessandrini e Paolo Nicolai, la Presidente della Provincia Moira Canigola, il Prefetto Maria Luisa D’Alessandro, la Presidente del Consiglio di Fermo Lorena Massucci e l’Arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio, nonché i rappresentanti delle Forze dell’Ordine con Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Marina Militare e Vigili Urbani. Il Presidente ha visitato Palazzo dei Priori, in particolare il cantiere della Sala del Mappamondo, interessata dai lavori di messa in sicurezza post sismi ed il fondo librario antico provvisoriamente trasferito in una sala adiacente. Gentiloni a Fermo ha poi anche inaugurato uno spettrometro di assoluta avanguardia all’ITI Montani e infine è intervenuto per un dibattito sul programma di governo del PD al MITI – Museo dell’innovazione e della tecnica industriale.
Lo strumento Orbitrap Exactive Focus è nello specifico, uno spettrometro di massa ad alta risoluzione che permette anche di individuare sostanze che non si stanno ricercando in quel momento e permette di effettuare un’analisi “untargeted”. Per la prima volta al mondo tale tecnologia viene resa accessibile in una scuola superiore a ragazzi appena maggiorenni.
Durante il dibattito Gentiloni ha rinnovato l’impegno di questa amministrazione sulla ricostruzione post-sisma e sulle istanze che il mondo calzaturiero ha presentato agli esponenti del governo: “La candidatura in questo collegio è un messaggio importante che chi ha la responsabilità della guida del governo vuole dare sul tema della ricostruzione post sisma – esordisce Gentiloni – perché non dobbiamo mai dimenticare che c’è una parte del Paese che nell’ultimo anno e mezzo ha vissuto una situazione veramente drammatica: la mia candidatura qui è quindi un segnale di presenza e di attenzione ad una delle emergenze più gravi che vive l’Italia, un’emergenza che non dobbiamo mai dimenticare perché un Paese che dimentica le condizioni difficili in cui versa una sua parte così centrale, non solo dal punto di vista geografico, non è all’altezza della sua storia e della sua civiltà”.